





Eccoci qua, dopo mesi e mesi di silenzio, una nuova storiellina. In realtà una nuova vecchia storiellina, essendo questa pronta da un bel po’ di mesi, ne ho ritardato la pubblicazione così che potesse tappare un buco improvviso apparso in Barzak Magazine Volume 3, dove la troverete stampata. Allo stesso tempo avendo prodotto un po’ di materiale ma avendone pubblicato quasi 0, ho deciso di colmare il vuoto pubblicandola anche qua e su Instagram.
L’idea mi è venuta da qualche racconto dell’esperienza di mio fratello maggiore che al momento lavora come insegnante di sostegno. Dai suoi racconti e dalla mia esperienza trovo che anche in un contesto protetto come quello scolastico ci sia generalmente poca sensibilità verso i bambini, soprattutto quelli più in difficoltà. Il sistema non è attrezzato per accoglierli a pieno e purtroppo sta ai singoli insegnanti trovare un modo per venire incontro alle esigenze degli studenti a cui devono fare da guide. Trovo che questo non sia troppo diverso dagli adulti che non vogliono accettare i bambini per quello che sono, ma voglio cercare di rinchiuderli nelle leggi del mondo adulto, pretendendo che questi crescano almeno in parte prima del tempo. La lucertola di Carlos col tempo svanirà ma non ha senso dirgli di buttarla via: non glielo si può chiedere. Quello che si dovrebbe fare secondo me è armarsi di sensibilità ed andare incontro ai bambini. Non perdere quella parte di noi che ci permette di connetterci a loro. Se per Carlos la lucertola c’è, anche noi dobbiamo iniziare a sgranare gli occhi e a vederla con lui. Questo era quello che volevo rappresentare con queste 5 paginette, spero di esserci riuscito.
La sesta pagina, che in realtà sarebbe posta come prima, è un’illustrazione (ma che effettivamente racconta un pezzettino extra di storia) che Barzak chiede sempre di mettere agli artisti un pò come una pagina di presentazione, l’ho aggiunta anche qua per completezza ma alla fine perchè è stato appunto un qualcosa di aggiunto successivamente e non inteso inizialmente come parte della storia. L’ho fatta mentre stavo allo stremo delle forze su un pezzo di cartoncino schifoso ma penso sia passabile.
Ci sentiamo presto spero, ci sono un po’ di cose che bollono in pentola.